
Si è concluso la scorsa settimana il pellegrinaggio a Medjugorje organizzato dalla parrocchia San Francesco di Pettino. Cinque giorni di riflessione, di preghiera, di conoscenza di un posto che desta la curiosità di tutti, credenti o meno. Ognuno in questo viaggio ha vissuto momenti unici, sono stati cinque giorni organizzati per tutti allo stesso modo, ma ad ognuno, dai tanti incontri, è arrivato un messaggio diverso e personalissimo, legato alle tante riflessioni sulla propria vita. È difficile scrivere su Medjugorje: è difficile trascrivere le tante sensazioni che si provano lì, dall’emozione all’amore, dalla fragilità al senso della vita.
Qualcuno parla di Medjugorje come della ‘‘sua autostrada verso Gesù’’ – qualcuno vive Medjugorje come il montare di una ‘‘catarsi’’ interiore che porta dopo tanti anni inesorabilmente alla riconciliazione con Dio, anche se si era giunti in quel luogo senza avere tale aspettativa. Altri vivono semplicemente la preghiera. Ed è proprio questa ultima – oltre alla confessione, al digiuno, all’Eucarestia e alle Sacre Scritture – uno dei cinque ‘‘sassi’’ lasciati dalla Madonna ai veggenti.